Egli trova che "lo spirito storico del dramma è in molti punti affatto opposto a quello che esce dalle più riputate storie moderne"; e che, mentre la tragedia antica si fondava sulla cognizione che lo spettatore dovea avere dei soggetti, la moderna è costretta a fare assegnamento sulla dimenticanza; che "le mutazioni nella lingua sono un inconveniente, anche quando sono un vantaggio"; che "per essere creatore in fatto di lingue, non c'è niente come il saper poco quella in cui si parla o si scrive".
E questa tendenza paradossale si infiltra nelle frasi; e basti ricordare solo alcune delle molte annotate dal Bellezza (v. c.), come queste:
"Nemico mio carissimo, — indotto e sapiente contadino, — inconveniente prezioso, — felice prepotenza, — irrisolutezza arrogante, — ammirazione ingiuriosa, — umilmente altera, — dolce in vista ed umano, e insiem feroce, — devoto suicida, — gentili masnadieri, — amabil terror, — gaudio amaro, — vil trionfo, — tristo conforto, — tristo vincitore, — squisiti digiuni, — lieto error, — lieto ribrezzo, — dolci ferite, — povero signore, — giorno tanto temuto e bramato, — età sucida e sfarzosa, — (sentimento), imperioso insieme e soave, — cenci sfarzosi, — nome illustre e infame, — ignoranza coraggiosa e guardinga, — trista allegrezza. — Pensò o piuttosto non ci pensò, — voglio andare avanti o piuttosto tornare indietro, — l'effetto o piuttosto la mancanza dell'effetto, — solo un bene di quel genere, o piuttosto quel bene fuori d'ogni genere, — non badiamo alle parole, o, per dir meglio, badiamoci bene, perchè proprio qui non ci abbiano a menar fuori di strada." —
Ora questi bisticci, queste — come li chiamava egli stesso, — trappole di parole che si basano su contrasti di suoni, non si possono spiegare senza lo influsso morboso in uno che le stigmatizzava così fieramente nel Dialogo dell'invenzione, in uno che spesso ripeteva essere i traslati traditori, e che le parole, "se non ci si bada bene, menan fuor di strada". (Opere varie, pag. 829-1870).
Ora è noto che gli ammalati di ossessione hanno spesso tendenza a frasi ed idee in contrasto col loro pensiero e fra di loro a dire p. e., "Vi ho in c.... invece: Vi ho in cuore" che pur pensano (Krafft, Ebb. Trad. de Psych. 543). Maledetto per benedetto (Raggi, Archivio Italiano per le Mal. Nevrose 1887) e Seglas — altrettanto vedremo qui confessarci di Cardano (pag. 106).
Tav. II.
AUTOGRAFI DI MANZONI
Fig. 1.
Autografi di Manzoni. (Bonghi. — Opere inedite di Manzoni).