Anche quelli di Marte soffiavangli le parole verso la tempia destra, donde il soffio s'avanzava verso l'occhio; di là verso le labbra, da cui entrava per la bocca nel cervello; e notava che quando essi parlavano, le sue labbra erano in movimento e anche la lingua. Il che mostra che mentre egli parlava e pensava date parole, egli credeva che altri le pronunziasse — fatto psicologico non raro nei pazzi, che credono dettate ed eseguite da altri quello che pensano e fanno, inconsci, essi stessi.

E in tutte queste visioni "ex auditis et visis", come egli afferma nei frontispizi di tutti i suoi libri, la sua parola resta limpida, come quando doveva descrivere le trasformazioni dei minerali o la costruzione anatomica del nostro corpo. Solo la grande gioia d'essere per aiuto divino giunto alla sintesi e alla verità, dà alle sue pagine un'intonazione profetica nuova, quale si conviene a chi "divenendo talvolta simile agli angeli, poteva intrattenersi con loro e sapere tutto". E gli angeli e i demoni e tutti gli spiriti hanno volti, mani, orecchie, occhi come noi abbiamo, salvo piccole variazioni nei vari pianeti; e i cieli e gl'inferni hanno valli, monti, selve, grotte, sabbie, come la nostra Terra.

Oltre a queste allucinazioni astrali, egli ebbe delle vere premonizioni e delle vere visioni a distansza; che si spiegano colle attuale cognizioni ipnotiche e mediameniche; così egli, essendo a Gottemburgo, vide un incendio in una data via di Stoccolma, che ne distava due giorni, e fissò il momento in cui cessò il fuoco; fatto questo appurato con una inchiesta da Kant.

Un altro giorno sollecita un fabbricante, Bollander, che con lui tranquillamente mangiava, di ritornare subito alla sua officina, ch'era in pericolo — e dove in fatto era cominciato un incendio. — Riporta alla regina Ulrica Eleonora alcuni discorsi intimi e segretissimi che gli aveva tenuto il fratello Guglielmo di Prussia anni prima.

Tutto ciò gli avveniva in uno stato di trance, di cui però egli conservava chiara la memoria.

Ed era insieme megalomane; grazie a lui, scrive egli, "l'aurora si leva sulle nazioni pagane, perfino sulle africane; gli angeli dettano agli uomini le cose che egli ha pubblicato nella dottrina della nuova Gerusalemme".

Qui egli tentò ricrear l'unità del Cosmo con la teoria dell'identità, o meglio della corrispondenza del mondo spirituale col mondo fisico; tanto che questo è per lui un puro simbolo di quello, l'impronta di quel suggello. Così i suoi angeli, dei quali egli poeticamente narra che vanno sempre verso la primavera della vita, e i più vecchi sembrano i più giovani. Ed egli con loro, quando vedono cose terrestri, non pensano a quel che esse sono pei sensi, ma a quel che significano, cioè allo spirito divino che contengono e pel quale convergono in un sol punto, — Dio.

Ma nel medesimo foglio in cui traccia quei sogni divini, egli ti annunzia che il Signore deve venire a fondare una nuova Chiesa; e siccome ora nol può fare, ha scelto lui in sua vece; e detta l'Anania celeste e la teoria dei rappresentanti, in cui espone le sue allucinazioni visive di globi infocati, di fiamme e nubi, fra cui quello di uno spirito, che con voce rauca gli espone delle teorie sensatissime; offrendoci un evidente caso di megalomania, religiosa, allucinatoria, che evidentemente dovea rimontare alla prima giovinezza, non essendovi alcuna causa che ne spieghi la tarda comparsa.

Genialità. — Eppure fu un vero Genio. — Nelle sue "Opera philosophica et mineralia" e nel primo volume dei Principia rerum naturalium, egli è il creatore della cristallografia, il precursore di Dalton nelle leggi dell'ottica, di Herschel nel determinare la posizione del sistema solare, di Lagrange nel definire le deviazioni periodiche delle orbite planetarie.

I suoi trattati metallurgici sono degni di essere posti vicino ai più moderni; molto prima di Faraday egli intravide le leggi del magnetismo terrestre, e che il polo magnetico sud ha un asse più distante dall'equatore magnetico del polo nord, e che ha un'attrazione maggiore; prima di Lavoisier intravide che l'acqua è un composto di due elementi e vide l'analogia fra la luce e il magnetismo.