Ora a chi soccorre in mente il grande epilettico del nostri tempi, Napoleone, vede, salvo il colorito dei tempi, quasi uguali analogie: — le spedizioni in Russia, gli amori incestuosi, le crudeltà inutili sotto forma politica[49]; anche soccorre in mente il tipo dei conquistatori quasi sempre pazzi ed impulsivi che ci dà il Ferrero nel Militarismo.
È singolare che nella storia di Appiano si legga pure come Cesare per sfogare la sua malattia epilettica che s'aggravava nell'inerzia conquistasse le Gallie, dandoci fin da quei tempi un equivalente epilettico nell'anelare continuamente a dietro lontane conquiste!
Gaetana Agnesi. — Amati e Luigia Anzoletti[50] ci esumano sulla famosa matematica Gaetana Agnesi, notizie che ne mostrano la nevrosi. — Ed anzitutto la grande precocità. A 5 anni era già forte nella lingua francese, a 9 nel latino, a 11 nel greco, nell'ebraico, nello spagnuolo, e pochi anni dopo apprendeva la filosofia e la matematica. Anche da bimba mostrò quelle disposizioni ascetiche che più tardi crebbero tanto in lei da deciderla a 30 anni ad abbandonar gli studi. Giova notare pure un altro fatto singolarissimo e che giova anche a dimostrare l'influenza grande dell'incoscienza nell'opera geniale, (Vedi Vol. II): che essa trovò molte soluzioni dei problemi matematici nel sonno, o meglio nei sogni, "Pensando in sogno, dice il Frisi[51], ad un quesito meditato nel giorno, balzava dal letto, andava allo studio, annotava la soluzione, poi andava a letto e alla mattina trovava sul tavolino l'annotazione stesa nella notte incoscientemente." E a 12 anni all'epoca della pubertà fu presa da accessi isterepilettici che poi si dissiparono. Si notò in lei anche completa anafrodisia; e come accennammo, a 30 anni la scienziata si trasformava in filantropa, anzi in devota.
Sua sorella Maria Teresa emerse nella musica e compose il celebrato dramma musicale Sofonisba. Maritata sui trent'anni compose il Ciro, il Nitocri, e fu una delle compositrici di musica più ricche di fantasia che vanti la storia dell'arte.
La sorella Paolina era d'una mirabile filantropia.
Il padre Don Pietro, egli pure matematico, ebbe da 2 mogli 23 figli; artritico, era vecchio quando nacque la Agnesi, e passò ai suoi tempi per un famoso egoista, che non voleva maritare le figliuole per conservare il vanto del loro nome alla famiglia.
Strindberg. — Strindberg fu quello che in tedesco si chiama un selbstqualer, un torturatore del proprio corpo e della propria anima; e tutto ciò per speciale disposizione ereditaria e per le condizioni della prima giovinezza; forsanco per la troppa coltura. Volle essere artista e scienziato, comico, giornalista, pittore, musico e teologo, e infine terminò per essere bibliotecario, passò dal socialismo all'anarchia, e dall'anarchia al cattolicismo, come dal monastero al manicomio. Vuolsi che la monomania di cui era afflitto derivasse da un colpo di pietra alla fronte ch'ebbe da giovane e che fu seguito subito da afasia duratagli vario tempo.
Riccardo Wagner. — Roncoroni (La lotta per la vita e per l'arte, "Rivista moderna di coltura" anno I, fascicoli 3, 5, 6. — 1898), ci dimostra la grande sua precocità nell'ingegno e la violenza delle emozioni nella megalomania, nel "gigantismo monoemozionale" che lo caratterizzarono poi sempre. Fin dall'età che per gli altri ragazzi è destinata ai giuochi dell'infanzia, si rivelarono in Wagner la passione per l'arte e per la gloria, e il tratto caratteristico della impossibilità di battere la via comune, di assoggettarsi alle leggi stabilite. Spirito fantastico, dominato da un misticismo esagerato, "faceva dei sogni in pieno giorno", scrive egli stesso, "durante i quali la nota fondamentale, le terze e le quinte mi apparivano in persona e mi rivelavano la loro significazione importante." A 17 anni compone un'ouverture a tessuto complicatissimo, e la scrive con tre inchiostri differenti, pei varî strumenti.
Anche il suo egoismo è dimostrato dalla sua relazione con Meyerbeer, e con molti amici.
La violenza delle sue emozioni è rivelata dall'importanza che attribuiva alle critiche altrui: Mi si lodi, o mi si biasimi — scriveva — è come mi si pugnalassero le intestina.