Alessandro — Cambise — G. Agnesi — Strindberg — Wagner — Goldoni — Maisonneuve — Rousseau.

Nè con questi la lista dei nuovi casi dei geni malati è chiusa.

Ad ogni sguardo che si getti sulla storia dei grandi uomini ne troviamo nuove prove, sian pure frammentarie, che giovano però a completare la dimostrazione della nevrosi del genio.

Alessandro Magno. — Troviamo p. e. in una bella monografia di Grasso Gabriele (Questioni concernenti la vita di Antipatro, 1889, Ariano) molti dati sulla follia morale di Alessandro: accessi di megalomania, di impulsività, di deliri religiosi, non che certe bizzarie simili a quelle or notate in Napoleone, la Gamomania, per esempio, per cui obbligò ottanta dei suoi ufficiali e dieci mila soldati ad unirsi in matrimonio con donne persiane.

Soprattutto spiccata ebbe l'eredità morbosa nella madre dissoluta, invidiosa, egoista, superstiziosa, altera, impetuosa, e nel fratello Filippo Avrideo, parzialmente imbecille.

Cambise. — Criminalità e genio con epilessia in Cambise. Leggo in Erodoto, III Libro, informazioni sulla pazzia morale, sull'epilessia e sul genio di Cambise sfuggite finora alle osservazioni degli alienisti.

Cambise, figlio di Ciro, re dei Persiani, trascinato dal genio della conquista, pensò prima a conquistare l'Egitto, nel che riesci facilmente; ma subito dopo volle conquistare contemporaneamente gli Ammoniti, gli Etiopi e i Cartaginesi, e senza le precauzioni e le alleanze che aveva saputo prendere nella prima conquista, quando si era alleato cogli Arabi provvedendosi, cioè di otri d'acqua, e fatto riconoscere il terreno, ecc. — E così dell'armata contro gli Ammoniti non rimase più uno che tornasse indietro; tutti morirono di sete e di fame. Anche nelle spedizioni contro gli Etiopi un quinto dei suoi soldati perì di fame dopo esser ricorsa fino a mangiare i propri compagni. Trascinato dalla violenza del potere, commise in Egitto crudeltà bestiali: non potendo più trovare vivo il re Amasi, ne volle far bastonare la mummia; poi con un'ordinanza che feriva profondamente il senso religioso dei Persiani insieme degli Egiziani, la fece abbruciare. Vedendo che i reggitori del Municipio di Memfi facevano allegrezze per il bue Api, (quando cioè si manifestava un bue con certi segni simbolici sulla schiena), li fece morire; e di più fece bastonare a morte i sacerdoti e lo stesso bue Api.

Sposò due sorelle, contro la legge persiana, poi ne uccise una con un calcio nel ventre.

Aveva un fido ministro, Procaste, a cui domandando che opinione dominasse nel pubblico su lui, e sentendo dire che lo si biasimava per gli eccessi alcoolici, gli fece vedere come fosse bene in gamba collo spaccare con una freccia il cuore di suo figlio; più tardi fece seppellire dodici Persiani vivi col capo in giù; per un sogno fece uccidere il fratello Smerti.

Nè debbon destare meraviglia, continua Erodoto, prevenendo la nostra teoria dell'equivalenza dell'epilessia colla criminalità, questi eccessi, perchè fin dagli anni dieci patì il morbo sacro.