Stendersi per le membra e dilatarsi in foco,

Sentomi il capo acceso, tremo, mancar mi sento,

Più non mi reggo, e credo morir in quel momento,

Stendo al polso la mano, parmi più non sentirlo.

Corro così tremante, fin dove non so dirlo,

Acqua gridando, andava, chi mi soccorre? Io spiro.

Recanmi alfin dell'acqua; alfin bevo, e respiro,

Ma che? quel dì fatale l'epoca è sventurata

Di tai barbari assalti, ch'io provo alla giornata.

Ma la notte, la notte è il mio crudel tormento.