Quando la sera imbruna, s'accresce il mio spavento,

Parmi, che mi si stacchino le viscere dal petto:

Sei, sette volte almeno forza è balzar dal letto.

E se mi prende il sonno, ahi che dormir funesto!

Veggo leoni, e domani, e con tremor mi desto,

A tavola, a teatro, in un festino, al gioco,

Sentomi questa fiamma salire a poco a poco;

E funestar temendo altrui colla mia morte,

Mi forza un rio timor fuggir da quella parte.

Niente mi consola, ogni piacer m'è odioso,