"Di poi cominciai a allargarmi et dimostrare che queste cose future io avevo per altro lume che per sola intelligenza delle scritture. E di poi ancora cominciai più ad allargarmi e a venire alle parole formali a me ispirate dal cielo, e tra le altre spesso replicavo queste: Gladius domini super terram cito et velociter, ecc.... Le quali parole non sono cavate dalle sacre scritture come credevano alcuni, ma sono nuovamente venute dal cielo. Et poichè in una visione sono molte parole delle quali parte ne dissi pubblicamente, benchè la visione celassi acciò che la non fusse derisa dalli increduli, mi è parso necessario questa cosa descrivere....

"Vidi dunque nell'anno 1492 la notte precedente a l'ultima predicazione che io feci quello avvento in Santa Reparata, una mano in cielo con una spada sopra la quale era scritto: Gladius ecc.... E di poi venne una voce grande, ecc." (allucinazioni visive e uditive). Più avanti narrata un'altra visione, seguita: "E a questo medesimo proposito molte altre visioni ho avuto molto più chiare di questa così come anche di molte altre cose che io ho predette, massime della revoluzione della chiesa e del flagello sono stato confermato per molte visioni e certissime illuminazioni avute in diversi tempi."

Quando colla mente ancora piena di tali allucinazioni saliva sul pergamo, allora appunto era più terribile la sua eloquenza.

Quando parlava del reo pontefice e della sua corte, la eloquenza di lui aveva accensioni improvvise e si illuminava di belli a terribili lampeggiamenti.

"E fanno tutta questa guerra — egli disse una volta — perchè hanno in odio la verità, e hanno paura che i loro vizi siano scoperti: sono come colui che va di notte per far male, e vede venire un lume e non vorrebbe essere veduto, e grida spegni quel lume. Questa dottrina è un lume che scopre le loro ribalderie. O sacerdoti, io vi dico che questa torcia è tanto accesa che voi non la potrete spegnere: soffiate pure quanto voi volete."

E un'altra volta: "Tu sei stato a Roma, e conosci pure la vita di questi preti. Dimmi, ti paiono essi sostenitori della Chiesa, o signori temporali? Hanno cortigiani e scodieri e cavalli e cani; le loro case sono piene di tappeti, di sete, di profumi, di servi: parti che questa sia la Chiesa di Dio? La loro superbia empie il mondo e non è minore la loro avarizia. Ogni cosa fanno per danaro e le campane loro suonano ad avarizia e non chiamano che pane, danari e candele. Vendono i benefizi, vendono i sacramenti, vendono le messe dei matrimoni, vendono ogni cosa...".

E poi vengon le audaci ribellioni e le minacce profetiche che per le loro ripetizioni e per le forme simboliche — appaion prettamente paranoiche:

"Serpente, serpente, corpo ecclesiastico, io non voglio amicizia teco; io metterò inimicizia tra li buoni e te; li cattivi ti vorranno, ma li buoni non ti vorranno vedere; noi vogliamo essere tuoi inimici".

Savonarola fu dunque un genio, ma fu anche un paranoico.

Augusto Comte. — Renda[54] ci dà nuove prove della follia di Comte; e, quel che è più, la prova del nesso tra quella e le sue opere.