In seguito alla maggiore intensità di piacere incontrata nei primi periodi (quando vi basta il toccamento, o il pensare, o il vedere una parte lontana della persona, o l'odorarne gli effluvi sessuali), il degenerato si ferma a questi periodi, ne ottiene gli interi godimenti e non passa più agli ultimi stadi, che a poco a poco vengono messi da parte come meno eccitanti, finchè si obliterano. Questo stadio si sostituisce dunque a tutto il procedimento erotico, tantochè, per esempio, l'innamorato del vestiario di modelle non ha più nemmeno bisogno di vedere la faccia della modella stessa; non occorre che le parli, non occorre che la tocchi: basta ne scorga da lontano le vesti.
Ma il fatto più importante, in questi come nei genî, fu la concomitanza, l'azione della pubertà, grazie alla quale si è perpetuato per tutta la vita sessuale del degenerato il primo stadio dell'eccitamento sessuale, perpetuandone così i primi incidenti da sostituirli a tutti gli altri stadi che si succedono nel contenuto sessuale normale, precisamente come accadde dell'idea geniale fissata in un dato momento dell'età pubere.
3. Paranoici. — Anche in molte paranoie ereditarie si osserva un fenomeno analogo; il che spiega certe stranezze che la psicologia normale e l'atavismo sarebbero impotenti a interpretare: si tratta d'individui, che, colpiti da una forte emozione, ne restano polarizzati per tutta la vita. Così una ragazza, sentendo un uomo parlare a lungo degli organi genitali, ne ha un profondo orrore e fissa e fantastica di sentirsi sempre ripetere quelle oscene descrizioni; così una signora, dopo che fu spaventata dalla vista del Vesuvio in eruzione, crede trovarsi sempre in mezzo ai vulcani; un'altra, presente ad una rissa in una festa da ballo, dopo d'allora vede tutti col volto mascherato.
Il caso più tipico che fa più al nostro tema è quello di Quincey, che, avendo a 6 anni veduta la sorella morta, ne resta così colpito, da veder sempre nelle nuvole schiere di letti con bimbe morte. Queste visioni si perpetuarono in gran parte della sua vita, così che egli stesso diceva che tutte le nostre idee sono in germe nel bimbo; il caso, accidente in sè stesso futile, ma decisivo per un dato individuo, fa sviluppare le nostre idee.
4. Età. — Il lettore avrà potuto osservare però che tanto in questi ultimi casi come anche nelle creazioni geniali non era esatta la coincidenza dell'epoca pubere.
Ricordiamo però che l'epoca pubere deve intendersi, come già abbiam visto con Starbuck, già sei anni prima dello sviluppo completo della pubertà; quest'epoca, poi, deve retrodatarsi e d'assai per i degenerati e per i genî, in cui la precocità è straordinaria, sicchè negli uni e negli altri la infanzia si confonde con la giovinezza. Ricordiamo Mozart compositore a 5 anni, e Gassendi predicatore a 4, e Pico della Mirandola che conosceva, parecchie lingue a 10 anni, e Kotzebue che fece a 3 anni la prima commedia[26]. Haller a 4 anni spiegava ai domestici la ballata; a 15 anni aveva scritto tragedie e poesie. Ampère da bimbo con stecchi, fagioli e pietre, prima di conoscere le cifre, aveva sciolti problemi aritmetici. Haendel compose a 10 anni dei mottetti, a 14 l'opera Edmond Rameau; a 7 anni era forte nella musica come Haidn e Beethoven, a 5 e a 6 come Cherubini. Quando si volle insegnare l'alfabeto a Victor Hugo, si trovò ch'egli l'aveva appreso da sè. E questa precocità i genî l'hanno spesso per l'amore: Rousseau a 11 anni, Dante a 9, Canova a 5, Byron a 8[27].
Ora la precocità è appunto un carattere dei selvaggi, è un carattere degenerativo che si nota appunto nei criminali (dal 31 al 45%) e nella donna criminale va fino a provocarne la mestruazione due anni prima della media[28].
Ed anche i grandi delinquenti si mostrarono tali ora allo sviluppo della pubertà, ora un po' prima. Lasagna tagliava la lingua ai buoi e la inchiodava sui banchi a 11 anni; Cartouche era ladro a 11 anni; Boulot a 13.