Una donna si immagina ad ogni colpo di tosse del marito che questo sia tisico; vedendo due uomini sotto il portone, delira che i bimbi siano caduti dalla finestra, e ne vede il cadavere e perfino il funerale; è sempre nell'ansia.
Anche secondo Pitres e Regis, la base delle idee fisse, oltre il fondo degenerativo, è l'emozione[48]; e l'emozione è morbosa quando: le associazioni apparentemente fisiologiche che desta, assumono una grande intensità; — si producono senza causa o con causa sproporzionata, violenta, istantanea; — hanno effetti che si prolungano oltre misura; e trascinano a reazioni contrarie agli interessi dell'individuo o della società.
Freud distingue le idee fisse secondo che gli attacchi sono rudimentali, come nella fobìa del velluto, dell'acqua, del metallo; — oppure quando complicansi a crampi o dispnee; ad equivalenti epilettici, od a stati larvati con attacchi di bulimìa, di paura, di vertigini, con perdita di conoscenza, come nell'epilessia.
Le fobìe sistematizzate hanno carattere ereditario: principiano dall'infanzia o dalla pubertà; per lo più si riproducono sotto la medesima forma, con alternative intermittenti, oppure con forme che sorgono e si plasmano secondo gli avvenimenti. Così un figlio di ematofobi non può veder sangue, o sentirne parlare, senza avere angoscie o deliqui. Uno sofferse la fobìa suicida dopo aver avuto notizie dell'appiccamento d'uno zio; ma, avendo presenziato a un accesso epilettico, venne preso dalla fobìa di essere epilettico. Una madre che aveva orrore fobico del rosso, dopo un ritardo dei mestrui contrasse una fobìa della gravidanza, e così intensa che si dovette fingere di sgravarla.
Qui si vede che al momento etiologico predisponente, eredità, abuso del lavoro, ecc., si devono associare, come nella creazione geniale, per provocare l'ossessione, una sensazione viva, un trauma psichico, come la morte d'un parente, la caduta di una vettura (Pascal), la vista di un morto o di un'epidemia.
L'ossessione è recidiva quando una nuova impressione risveglia l'emozione iniziale; così un giovane, mentre si fa sbarbare, sviene per la gran fame che aveva; e da quel dì, specie quando è dal barbiere, teme di dover morire per fame. Una, R..., già nevrotica ed eccessivamente riguardosa della nettezza, esce una mattina e trova sulla via una massa di escrementi, dai quali è lievemente lordata; da quel dì si crede in continuo pericolo di essere insudiciata, e non vuol più escire sulle vie.
Qui si conferma che un carattere di queste fobìe è la reminiscenza delle circostanze che le provocarono. Senonchè se l'emozione, base all'ossessione, si può spesse volte spiegare e porre in rapporto con essa: non si spiega il perpetuarsi di questa ultima dopo svanita la causa.
L'ossessione è spesso una forma aggravata, e direi troppo ragionata, della fobìa; questa diventa ossessione quando, in luogo di manifestarsi con angoscia e ad intermittenza, preoccupa più o meno sempre l'ammalato; essa ne perdette il tipo emotivo ed assunse l'intellettuale, ma perpetuandosi.
Così uno fantastica d'aver stuprata la sorella e incendiata la casa: il punto di partenza era l'aver letto che l'onanismo, di cui era realmente affetto, predispone all'immoralità.
Uno aveva ribrezzo dell'insalata; perchè un dì aveva visto bruciare una nave carica di petrolio, aveva cominciato per avere ribrezzo del petrolio, poi dell'olio, poi di tutti i cibi in cui fosse olio e quindi... dell'insalata.