Quanto al pronostico, le ossessioni sono più gravi nei terreni più degenerati, quando il principio è lento e insidioso, quando prevale l'elemento intellettuale sull'emotivo, quando sono sistematizzate; chè, quando sono diffuse, si attenuano in genere coll'età, specialmente dopo la cinquantina.


3. Analogia dell'idea fissa con l'epilessia. — Questi fenomeni dell'idea fissa e dell'ossessione, che abbiamo a bella posta voluto esporre per voce d'altri, mostrano una grande analogia con quelli dell'epilessia, con cui tanto più crediamo che si possano raggruppare, perchè è appunto nell'epilessia e nella sua sorella, l'isterìa, che si hanno ora l'ingrandimento, ora il rimpicciolimento dei fenomeni psichici morbosi, che vanno dai fenomeni più complessi e più gravi — epilessia psichica, grande isterìa, ecc. — ai più miti ed elementari — distrazione, amnesìa (Vedi cap. XIII) —, a stati quasi normali, e ciò tanto più, inquantochè, anche in queste forme delle idee fisse, abbiamo potuto cogliere l'alternarsi del grande e del piccolo morbo (Vedi sopra).

Noi sappiamo, per esempio, che Westphal[51] distingueva le idee coatte, teoriche — non seguite da azione — dalle idee impulsive.

Tamburini e Buccola distinguevano le idee fisse semplici — le idee coatte propriamente dette, in cui l'anomalìa dell'ideazione si limita solo nel campo intellettuale senza passare all'azione (follìa del calcolo, per esempio, primo stadio della follìa del dubbio) — dalle idee fisse, accompagnate dallo stato angoscioso, emotivo, che spesso fa passaggio alle azioni coatte, al delirio del tatto, alla misofobìa, il secondo stadio della follìa del dubbio; vengono finalmente le idee impulsive, omicide, suicide, nelle quali l'idea si fonde con l'atto impulsivo, riescendo pericolosissima.

Nel primo caso tutto il processo morboso si circoscrive nell'intimo della coscienza, o, al più, nelle confessioni verbali o scritte; appena si accenna ad uno stato emotivo, a un senso di pena e angoscia nel non poter superarsi, ecc.

Buccola[52] qui nota però che dipendono da un alto grado di energia dell'idea dominante, da una limitazione nei processi associativi e da una tensione quasi spasmodica dell'attenzione, e, più tardi, da quell'indebolimento della volontà, che si osserva negli epilettici e negli isterici. "Perchè — scrive — un'idea si fissi nella mente, impedendo il corso naturale delle associazioni e assorbendo per la sua energia tutta l'attenzione, bisogna supporre tutto un perturbamento di un gruppo cellulare dei centri psichici, la cui attività sia in uno stato di eccitamento eretistico, quasi convulsivo, e che può ripercuotersi nei centri sensori, provocando allucinazioni. Questo eccitamento, però, si circoscrive in quel gruppo, così da impedire la libera trasmissione delle energie psichiche, che concorrono alla genesi, all'associazione di altre idee; se l'attenzione è esagerata, la sua forza inibitrice è in preda ad uno spasmo tetanico, sicchè non obbedisce agli stimoli volontari; e, mentre si ha esagerazione dell'attenzione spontanea, diminuisce quella volontaria.

"Nelle idee emotive con azione coatta (come la rupofobìa, la claustrofobìa) all'idea fissa si aggiunge un senso di paura e angoscia, che aumenta l'azione inibitoria e in cui è maggiore l'eccitamento, mantenuto dalle sensazioni attuali, dalla vista degli oggetti temuti; dal che l'effetto dell'azione coatta; quando la tensione cerebrale è giunta al più alto grado, ha bisogno di scaricarsi su altri centri che sono i motori; malgrado qualche volta il malato abbia la coscienza dell'assurdità dei propri atti, non può opporvisi.

"Nella terza categoria l'idea coatta si compenetra e fonde coll'atto impulsivo, pel bisogno di compiere un dato atto senza alcun movente razionale o delirante, contro i dettami della propria ragione, della propria volontà, che ripugna anzi dall'idea stessa, ma pur non può sottrarvisi, nè se ne libera che con la perpetrazione dell'atto; dopo di che ha un'immensa soddisfazione."

Anche qui si ha un'idea dominante e tirannica, che assorbe il campo mentale e l'attenzione in ispecie; sì che arresta il corso dei processi associativi, ne permette solo l'esercizio nell'orbita ristretta che le appartiene; anche qui un eccitamento psichico circoscritto, rappresentato dall'idea impulsiva, è indizio di squilibrio e indebolimento cerebrale, perchè nel cervello sano le impulsioni sono inibite dalle idee antagoniste.