Nelle scienze naturali eccelsero i Darwin, gli Hooke, i Jussieux, i Geoffroy de Sant-Hilaire, ecc.
Eredità dissimilare. — Ma a chi ben studi questi casi, specie pei genî scientifici, essi sono più l'eccezione che la regola.
Se per molti altri genî l'esser nati, come Darwin, come Musset, Raffaello, Geoffroy, Bach, Saint-Hilaire, Bernouilli in mezzo a parenti pittori, astronomi o naturalisti, fu circostanza a loro favorevole, perchè alle predisposizioni, alle trasmissioni ereditarie che influirono sulle loro speciali tendenze si aggiunse l'azione dell'ambiente, sicchè trovarono nelle tendenze ataviche, fin dai primi anni, la ragione d'ispirarsi alla mèta definitiva, — regola più comune[5] è invece la mancanza di eredi nel genio, più di frequente presentandosi quella che io vorrei chiamare "eredità dissimilare" o "contraria" e che noi vediamo così spesso nel mondo, per cui i figli degli avari sogliono essere prodighi, i figli dei coraggiosi vilissimi, ed inerti i figli degli uomini d'azione. Così il genio disordinato di Poë gli venne, forse per dissimilarità, dal puritanismo del generale Poë, che era di tanto austero di quanto il nipote era scapigliato.
Hoffmann, il disordinatissimo Hoffmann, ebbe, come l'ancora più scapigliato Verlaine (V. vol. I), zii e madre compassati como macchine; e così D'Azeglio, Heine ed Alfieri nacquero da parenti tutt'altro che amici dell'arte; Colombo nacque da volgari mercanti e tessitori.
Io conosco il figlio di un grande oculista italiano che aveva tutte le ragioni per seguirne la carriera, eppure divenne invece grande otoiatra, per una ripugnanza insormontabile alla bellissima scienza paterna.
Pare che in questi casi avvenga una specie di saturazione, per cui ai figli non rimane che l'incapacità o la ripugnanza per gli studi paterni.
Così molti poeti e artisti nacquero da negozianti, da notai o avvocati, avversari accaniti dell'arte e di ogni idealità, e molti santi da gente viziosa.
Ambiente. — E così dicasi di quelle circostanze economiche o sociali che circondano la vita del genio, specialmente ai suoi albori, e che si chiama l'"ambiente", in cui i pensatori mediocri tanto si cristallizzano. Così si capisce come un paese tutto ravvolto in guerre, come il Piemonte, non abbia dato nei primi periodi nemmeno un artista, nè un poeta, poichè qualunque genio, che non eccellesse nell'armi, vi rimaneva sconosciuto e sprezzato. E così si capisce che in un paese come la Spagna, in cui il libero pensiero era soffocato col rogo, mancassero completamente i filosofi ed i naturalisti e non sorgessero che teologhi ed artisti. Si capisce, eziandio, perchè in Italia, dove i delitti sono così abbondanti, sorgano tanto numerosi gli avvocati e criminalisti geniali, quali un Beccaria, un Romagnosi, un Ferri, un Garofalo, un Pagano, un Ellero, un Carmignani, un Carrara.