Nel 1863[125] 1000 individui furono presi a Madagascar dal Riamaningure (tensione), che obbligava a danzare continuamente: i soldati si staccavano dalle file, i capi, che volevano frenarli, finivano per imitarli. Provavano crampi dolorosi al capo, allo stomaco, poi convulsioni, in cui vedevano l'ombra della regina morta, minacciavano il re e correvano come indemoniati, saltando e gridando. Il male si propagava per imitazione. Durò quindici giorni; nessuno tentò punirli, tanto coloro erano considerati come sacri.
Nell'Oceania, a Tahiti, chiamavano Eu-toa una specie di profeta, cioè posseduto dallo spirito divino. — Il capo dell'isola diceva che egli era un uomo cattivo (taato-eno). — Diceva Omar (l'interprete) che questi profeti sono una specie di pazzi, di cui alcuni negli accessi non sanno più niente, e dopo non si ricordano di quello che fecero[126].
"Nell'arcipelago Vidi vi hanno parecchi casi di follìa, ma chi vi diviene folle (probabilmente furioso) vi è strangolato"[127]. — Nell'isola Lefonga vi aveva una donna che perdette la ragione, in seguito alla morte di un figlio offerto in sacrificio. Finau, il capo, ordinò al prigione inglese Marina di ammazzarla[128].
Nel 1862 tra i selvaggi della Nuova Zelanda si andò formando una nuova religione. Il fondatore ne era un certo Horopapera, già stato pazzo molti anni; il che gli giovò invece, perchè i Maori venerano i pazzi e li credono ispirati.
Essendo naufragato un bastimento inglese, fece il possibile per impedire il massacro ed il saccheggio; non riuscitovi, divenne di rabbia delirante e allucinato. Si credè in relazione coll'arcangelo Gabriele, che gli insegnava una nuova religione di pace. Onde, fervendo le guerre fra le tribù, egli predicava la tregua, la pace; fu favorito sulle prime dagli Inglesi, ma, poco dopo, egli fece bruciare la Bibbia, cacciare i missionari, tollerando solo gli Ebrei, dai quali pretendeva discendessero i Maori; sicchè i sacerdoti furono chiamati Jeu. Pretendeva far miracoli, slegandosi dalle corde in cui l'allacciavano; ma, volendo guarire il figliuolo, lo ammazzò, e, conducendo i suoi sotto un forte inglese, li fece mitragliare tutti.
Ciò malgrado, divenne il Pietro Eremita di una insurrezione contro gli Inglesi. "Il Pakeca, lo straniero — gridava egli con mille gesti come un ossesso — è un mostro, un serpe che morde chi lo nutre; è tempo di distruggerlo..."; e poi ipnotizzava i neofiti, facendoli rapidamente girare intorno a sè stessi o intorno ad un palo, finchè cadevano sbalorditi e come pazzi; gridavano come cani, si sodomizzavano in pubblico, bevevano il sangue umano, prendevano dei crani inglesi e volevano farli parlare[129].
Lamberto Loria mi annunzia da Yrupara (Nuova Guinea) l'esistenza di epidemia isterica fra le donne, che la popolazione attribuisce agli spiriti dei morti vaganti sugli alberi, spiriti che essi pregano di discendere per guarire i malati.