[172] Torino 1750. in 8. e di nuovo con aggiunte 1764. in 8. Di sopra ho escluse le Lettere, e la Frusta Letteraria di questo Scrittore pe' nuovi, e talvolta anche strani vocaboli, che vi si vedono. Ma non credo dover escludere le poesie piacevoli, perchè in queste è stato assai più moderato.

[173] Lett. di Virg. lett. 9. in fin.

[174] L'uso parte prima e seconda. Bergamo 1778. e di nuovo nell'anno stesso in Venezia. Il vedovo parte terza dell'uso. Brescia 1780.

[175] Se ne vedono i titoli presso il Signor Gamba. Serie ec. p. 520. 521. A queste si aggiungano quelle registrate dal Signor Poggiali a Buonaventuri Tommaso, ed a Rucellai Luigi.

[176] Si può aggiungere il Ristretto delle vite dei primi discepoli di S. Domenico scritto in lingua Francese dal P. Antonio Touron e tradotto nell'Italiana favella da un Religioso del medesimo ordine (il P. Orsi) Roma 1744.

[177] Il Sig. Canonico Domenico Moreni celebre, e infaticabile scrittore di molte ed eruditissime opere nella sua Bibliografia Storico-Ragionata della Toscana T. 2. p. 22. 30. ha registrate le opere del Manni, che appartengono al suo argomento. Fra queste molte ne sono di Storia Ecclesiastica, che tralascio per non esser soverchio

[178] Anche Monsignor Bottari fu benemerito del Decamerone, che illustrò con trentadue lezioni da lui dette con molto plauso nell'Accademia della Crusca. Due ne pubblicò il Manni nell'opera quì citata, una il Poggiali nel volume di Novelle d'alcuni autori Fiorentini, un'altra il chiarissimo signor Francesco Grazzini nella Collezione d'opuscoli, che si stampa in Firenze dal Daddi in Borgo Ognissanti, e finalmente tutte furono date in luce dallo stesso signor Grazzini colle stampe del Ricci il 1818. in due volumi in ottavo. Quest'opera altresì, come le altre tutte del Bottari, vuolsi annoverare fra quello purgate di lingua.

[179] Sono unite all'opere del Casa nell'edizion Fiorentina del 1707. e poi accresciute in quella di Venezia del 1728.

[180] Il P. Zeno, che era molto intendente della nostra lingua, scrisse ancora una parte delle annotazioni alla Storia del Crescimbeni, e colle sue annotazioni illustrò pure alcune delle opere del Casa nell'edizione Veneta del 1728. Egli tradusse l'arte di ben pensare d'Arnaud, e parte del quaresimale del P. Bourdaloue.

[181] Del Seghezzi abbiamo altresì un Dialogo d'incerto (ma è di lui come avverte il Gamba) intitolato il Tasso intorno allo stile del Casa, e al modo d'imitarlo nell'edizion citata del 1728., alcune annotazioni alle rime del Bembo nell'edizion di Bergamo del 1745. e alla storia citata del Crescimbeni. Altre sue opere colle rime del fratello Niccolò furono stampate in Venezia il 1745.