Topo (con urlo soffocato di dentro). Caicchia! ahimè! brucio, brucio, brucio, muoio, muoio.

Sec. (ridendo). O vai ora a ilbotrare di Caicchia*!

* A palesarmi.

Topo (Con voce appena intelligibile). Ah!… t'aspetto all'inferno! ah!

Sec. (allontanandosi). Clepa pure ed avviati o ilbotra di Caicchia*!

* A palesarmi adesso.

Prima di notte Topo era morto: credettero fossesi avvelenato da sè stesso; la sua morte e la fallita impresa delle catacombe aveano salvato i congiurati. In quella notte medesima da incogniti ladri venne derubata madama Guglielmi degli ori, degli argenti e delle gioie. Il furto ascendeva a 10,000 scudi. La polizia non scoperse mai nulla.

N.B. Nel dialogo fra Topo e Caicchia si è adoprata l per r e si son soppresse alcune lettere dell'alfabeto per dare un'idea della pronunzia dei Veneziani di Livorno ed in genere del basso popolo.

CAPITOLO XI.

Salvezza.