Rosina dovea ancora subire altre prove di crudo fato.

Il signor Basilio aveva avuto più fortuna del frate e di Giovanni, in quantochè giunse con sicurezza a sapere che Rosina era ricovrata presso la Vascello.

E come mai?

I lettori ricorderanno la collana dalla Catraia rubata a Rosina; or bene la Catraia, Volendo farne denaro, l'aveva data a Narciso dicendogli d'averla rubata ad una fanciulla misteriosamente comparsa nella casa della Vascello.

Narciso vendè, al solito, la roba rubata a quel galantuomo del signor
Basilio.

Il signor Basilio non lasciò trapelare la gioia di simile scoperta, pagò la collana della futura sua sposa un prezzo minore della metà del valore. Narciso si contentò, e la Catraia egualmente.

—Ah! ah! sclamò quando fu solo, aprendo uno scrigno, qua le gioie della madre e in questo canto quelle della figlia.—E così dicendo sorrise di un sorriso infernale.—Mia sposa! poi disse, e perchè no? Dovrò io consegnare questo bocconcino di fanciulla alla giustizia? Eh! non son sì gonzo: per essa è fuggita ed ella non l'ha ritrovata; io l'ho trovata ma per me. Ma sposarmi! E il consenso della madre e del fratello? Ah! ah! ne faremo a meno. Nella mia abitazione ho appunto bisogno di una vezzosa angioletta. Poi, proseguì il monologo, sarà mia amica….—

Sei ore dopo questa scena, otto uomini mascherati, furtivamente entrati nella casa della Vascello, rapivano dal letto la sventurata Rosina.

FINE DEL VOLUME SECONDO

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