Il signor Basilio, che sentì crollarsi i denti dalla parte percossa, rispose con un sorriso e con un gentilissimo inchino. E quindi volgendosi agli amici del finto Inglese prese a dire:
—Ah! ah! Milord è in collera: voglio placarlo; il mio facchino porterà al suo albergo le stoffe più belle ed al miglior prezzo.
—Non voglio niente da voi, urlò Giovanni irato per la fallita impresa: mi sono divertito. Tenete per il vostro incomodo, brutto e vile scimmiotto!—
E gli lanciò sul banco un pugno di monete, quindi si allontanò.
Bizzarri questi inglesi! disse fra sè Basilio curvandosi fino a terra per fare un profondissimo inchino; hanno sempre le mani avanti: fortuna che io per sì piccole cose non mi scaldo. E raccogliendo il denaro, se lo pose in tasca.
La sera mentre trovossi nella solita bottega del tabaccaio, gli disse il padrone di quella:
—Di grazia, signor Basilio, ma è vero che V. S. ha quest'oggi buscato il titolo di ladro e più uno schiaffo da un milord inglese?
—Verissimo, Sua Eccellenza si è degnata di applicare una delle sue mani alla mia guancia.
—Delicata quell'applicazione! riprese il tabaccaio, io per me non mi curerei di simili onorificenze.
—E che fareste? sentiamo.