—Ricorrerei.
—Per queste bagattelle uh!
—Eh! chiamate bagattelle il titolo di ladro e uno schiaffo?
—Parlando sul serio, vi dirò che l'uomo deve essere umile; e poi non lo dice la santa Scrittura che se vien dato uno schiaffo, bisogna voltarsi dall'altra parte per averne un secondo? Non lo sapete che gli umili vanno alla celeste beatitudine?
—Buon pro vi faccia, signor Basilio! avete una gran pazienza; vi ammiro, ma non saprei imitarvi.—
Se fossi gonzo, disse fra sè l'ipocrita quando fu per la via, a pigliarla con i milord che nuotano nell'oro. Ricorrere? Ricorrere a chi? alla giustizia? coi pezzi grossi ci si perde sempre, ed io degnissimo signor Basilio me ne tornerei colle trombe nel sacco. Sì, sì!… vorrebbero dar ragione ad un Basilio e torto ad un milord! queste son cose che usavano ai tempi del re Pipino. D'altronde ho mezzi di risarcirmi nel segreto pacifico mio albergo coi più squisiti piaceri di quei pochi disturbi del mondo sociale. L'uomo regna a casa sua. Ed in così dire, guardando l'orologio, fece un moto di sorpresa; eran passati due minuti dopo l'ora del periodico ritiro. E' s'avviò a casa.
—Ah! di quei perni di galantuomo se ne trovan pochi al mondo, aveva esclamato il tabaccaio, quando se ne fu andato; e gli altri della bottega risposero io coro:
—È proprio vero; colui è un Giobbe novello, è un gran santo.—
Nella camera del signor Basilio, che abbiamo saputo esser chiusa a tutti, meno che alla vecchia serva una volta alla settimana, esisteva nel pavimento a fianco del letto una botola, la quale però non era di legno, ma bensì di mattoni, sicchè quando era chiusa non poteva scorgersi, tanto era simile al resto del mattonato, e così pesante che una persona la quale fosse stata sotto di quella invano avrebbe tentato di alzarla. Il signor Basilio peraltro aveva il modo di aprirla colla maggior facilità del mondo, mediante una buona molla che terminava in un bottone di ferro; e siccome questo bottone avrebbe potuto essere scôrto, esso vi teneva sopra una delle gambe del suo letto. Tal botola l'aveva fatta da sè, poichè il signor Basilio era, oltre che ladro, adultero, ecc., ecc., anche fabbricatore di false chiavi, e conosceva così bene la meccanica che ne avrebbe potuto tener scuola. Fino da qualche anno in una circostanza di pessima invernata non uscì mai; e siccome si serrava sempre in camera, ognuno ignorò cosa facesse: quanto ai mattoni ed alla calcina n'erano occorsi ben pochi ed aveva portato colà il tutto, celandolo sotto il pastrano ed involtando il gesso in un fazzoletto da naso. Il signor Basilio aveva scoperto che sotto il pavimento della sua camera era una stanza, forse in antico servita per qualche uso domestico, di cui era stato coll'andar dei secoli turato affatto l'ingresso, forse nel tempo in cui la strada era più bassa, e chi sa quante centinaia d'anni prima? Sceso in questa stanza sotterranea, aveva veduto che essa metteva in un corridoio lungo, umido e stretto, il quale in fondo gradatamente discendeva ed entrava in un canale asciutto, che nei secoli andati probabilmente esser poteva stato uno dei canali di sfogo a qualche fogna. Da questo canale si passava in un recinto affatto scavato nel terreno arenoso, in mezzo a cui stava un pozzo per la vetustà asciutto ed ingombro di materiali.
Il signor Basilio aveva scoperto con gioia questo laberinto sotterraneo incognito a tutti fuori che a lui e che si sprofondava moltissime braccia sotterra. Gli venne subito il pensiero di metterlo a profitto per le sue illecite speculazioni: onde, con indefessa fatica sgombrato il pozzo, in cui discendeva con una piccola scala a piuoli, si accinse a render quel recipiente atto a nascondere i suoi tesori, persuaso che in quel luogo non sarebbero stati nè scoperti nè derubati. Lo scaltro briccone dopo lunghissima fatica era giunto a fare dentro il pozzo degli scavi laterali a guisa di armari, entro cui ripose una quantità di oggetti di ogni genere che esso comprava dai ladri e dagli assassini di Livorno; talchè in quegli armari si vedevano vesti, collane, ori, coralli seterie e altre robe preziose, poichè robe di poco valore e di molto ingombro non ne acquistava giammai. In fondo al pozzo aveva lasciato nudo il terreno onde non avere impedimento di sorta nel calarvi la scala a piuoli che teneva celata nel corridoio. Quella cloaca ove regnava una perpetua notte abbondava d'indicibili ricchezze. E qui giova accennare che il signor Basilio nell'acquistare la roba dei ladri si valeva del giorno di sabbato, in cui aveva permesso a tutti i poveri di accedere alla sua abitazione per avere la settimanale limosina; e così agli occhi del mondo la carità era una delle più grandi sue virtù. E sotto la specie di accattoni, ladri di ogni sorta andavano a lui: ed egli ad uno per volta li faceva entrare nella sua camera e comprava gli oggetti, che poi calava nel rammentato pozzo.