All'epoca della schiaffo datogli da Giovanni era qualche giorno che gli armari del pozzo erano chiusi dai loro sportelli, e ciò non senza ragione.

In fondo al pozzo sull'umidissimo terreno giaceva consunta dalla fame e dal freddo su poca paglia una creatura angelica a cui continue tenebre velavano gli occhi. Questa fanciulla era l'infelice Rosina.

Quattro dei più destri ladri usi a frequentare ogni sabbato la casa del signor Basilio vi avevano per larga mancia e nel più fitto di una notte invernale recata la sventurata giovinetta, che avevano rubata alla turpe magione di Vascello.

La fanciulla non aveva potuto gridare, poichè, immersa in un sonno letargico procuratole ad arte, era stata per mezzo dei ladri trasportata infra le tenebre dell'orribile pozzo; ed onde non potesse esser soccorsa dalla tenera Angiolina, la diabolica Catraia aveva anche a questa somministrata l'infernale pozione; talchè quando si destò trovossi priva dell'amabil compagna e padrona. Ma lasciamola nelle smanie per l'infausto avvenimento e passiamo a dare ai nostri lettori un'idea degli orribili tormenti che Rosina provava in fondo al suo carcere e che rileveremo dagli appresso monologhi.

«O madre mia! o mio fratello! voi non mi vedrete mai più; sono sepolta viva.

»Tenebre! eterne tenebre! Un poco di pane, quanto appena può starne in bocca, ogni due dì! acqua impura mi disseta.

»Povera Angiolina! È vero che eri sventurata più di me, si, più di me…. ma ora lo sono più di te. Ah! vacillo, mi sento morire!

»Un animale schifoso mi è passato sul viso; un rettile, un rettile! io sento il puzzo di muschio!… ah! mio Dio, toglimi alla vita, io te lo chiedo per pietà.

»Oh! Dio, eccolo…. eccolo…. veggo il lume: ecco il mio tiranno…. scende le scale, viene a tormentarmi…. Ma vieni, vieni pure…. Prima morta che tua…. sì…. ah! respiro…. non è lui; nessun lume viene a rischiarare questo abisso.

»Dove sono?… quante braccia sotterra?… sepolta viva! uomo empio… e tu ora alla faccia della terra sorriderai, ti beerai del mio martirio!… o illusi, fuggitelo, fuggitelo questo demonio incarnato!»