E con una freddezza abominevole si mise a raccorre con una mano dei pezzi di masso staccati dalle umide pareti del pozzo per gettarli addosso al bel corpo di Rosina e così, diceva fra sè, seppellirla. Aveva in mano la prima pietra, quando una branca della scala si scosse. Il signor Basilio trasalì; che mai poteva averla fatta muovere? Per la prima volta quell'empio rabbrividì per la paura, non osando alzar il capo verso la imboccatura del pozzo che dava nel corridoio sotterraneo.
Il movimento della scala si ripetè.
Al signor Basilio caddero le pietre di mano. Postosi in ascolto, parvegli udire dei passi nel corridoio.
—Chi è là? sclamò, chi è là? Me misero! che mi sieno entrati in camera! eppure la casa è serrata! Ma no…. sarà un'illusione…. sarà il vento: questa è corrente d'aria.—
E così dicendo batteva i denti per il freddo e per la paura. Ma lo spavento di essere derubato la vinse su tutto; in un attimo salì la scala a piuoli e trovossi nel sotterraneo corridoio: ma qual vista!
Due figure venivano verso di lui aventi due fiaccole; una di esse era una donzella vestita di bianco, l'altra un uomo con uniforme da militare inglese.
Il signor Basilio si vide perduto; sentì vacillarsi la terra sotto i piedi.
—Infame! gli gridò la donzella, ricevi il premio delle tue scelleraggini!—E così dicendo gli piantò uno stile nel petto. Il signor Basilio cadde immerso nel suo sangue, ma nel cadere, ravvisata la fanciulla, ebbe forza di esclamare:
—Sciagurata! hai ucciso tuo padre.—
La fanciulla omicida svenne.