Il marito e la moglie ebbero un piccolo ed innocente diverbio, mentrechè Esmeralda aveva preso un placido sonno. Finalmente, dopo aver egli vantato i pregi infiniti del suo rhum, la donna quei del suo letto caldo, terminavano per pacificarsi, dicendo Teresa:
—Dimmi un po', Neri, e chi sarà questa giovane?
—Oh bella! rispose il pescatore, sarà chi sarà; sarà una donna e te lo dirà ella stessa, se le pare dimani; caspita! non son mica l'oste delle Tre Donzelle che dimanda il passaporto ai forestieri che arrivano. Ma bando alle inutili chiacchiere: sono contento di aver fatto un'azione da galantuomo; questa però non deve impedirmi di badare al mio interesse. È quasi l'alba; io ritorno al barchetto: tu sai che sul far del dì i germani fanno il ripasso; dammi l'archibuso e tu resta qui colla padroncina, giacchè di fronte a noi è di certo una signora.—
Neri, preso da capo del letto un fucile coll'acciarino alla fiorentina e di canna lunghissima, fece ritorno ai barchetto.
Al mattino la Esmeralda era risorta ed in grado di ricevere le cure della vecchia, la quale però non potè cavarle una parola di bocca intorno all'esser suo; la buona donna, sebben curiosa come tutte le donne, aspettò il miglior tempo e le continuò quelle attenzioni proprie di una disinteressata persona di quel deserto.
Neri era una specie di uomo che non dipendeva da nessuno. Tanto esso che la moglie andavano le feste alle funzioni del mattino nella chiesa di San Piero a grado, posta dall'altra parte dell'Arno, e facevano ritorno alla capanna ed al barchetto. Non praticavano nessuno, come nessuno accedeva alla loro dimora, così nascosta nel bosco che anco passandovi dappresso la non poteva scorgersi. Due volte o tre la settimana Neri portavasi alle vicine città di Pisa o di Livorno per vendere la cacciagione ed il pesce; questo era l'ordinario suo tenore di vita. Quello della Teresa consisteva nel filare, nell'aiutare il marito alla pesca ed in rassettargli la rete ed in preparargli il frugalissimo cibo della mattina e della sera; occupazione che qualche volta Neri, in specie le domeniche ed altre principali feste dell'anno, faceva da sè. I due consorti vestivano panni grossolani che da sè stessa cuciva la vecchia, e calzavano scarpe di legno coperte di poco cuoio, nella cui fabbricazione il buon Neri era espertissimo. Erano ormai quarant'anni che menavano quella vita patriarcale lieti e contenti, ed il solo figlio che avevano avuto, andato alla guerra nel 1813, era morto gloriosamente sul campo. Questo era stato l'unico dolore di Neri e Teresa, i quali, veramente religiosi e filosofi, avevano offerto a Dio il loro immenso spasimo; dopo di che si erano già dati pace all'epoca in cui venne da essi salvata la Esmeralda.
Passati i primi tre giorni del ristabilimento della misera, allorchè ella cominciò a parlare, costoro si avvidero di leggieri che essa era pazza.
—Caspita! è pazza, disse Neri con una delle sue solite esclamazioni.
—E che perciò? prese a dire Teresa, i pazzi vanno forse abbandonati?
—Non dico questo, riprese il buon uomo: dico che se mai venissero a cercarla….