La corvetta francese la Vengeance, di cui abbiamo sentito parlare nel dialogo fra madama Concetta e il damerino, aveva nel giorno dopo la soirée salpato improvvisamente per Genova. Facilmente se ne indovinerà la causa, dicendo che su quel naviglio si trovavano Giovanni ex-governatore pensionato della Barbada, Alfredo e le rispettive mogli e famiglie.
L'antico cospiratore Giovanni non aveva potuto resistere alla tentazione di ritornare a pescare, come suol dirsi, nel torbo: le grandi mutazioni suscitatesi nella vecchia Europa al comparire di colui che il signor Basilio e molti chiamavano astro novello avevano scosso Giovanni. La Guglielmi, il buon Gonsalvo, Iago erano scesi nel sepolcro. Chi mai poteva trattenere quello spirito bollente? Egli aveva figli adulti, credeva più che mai possibile conseguire il da lui vagheggiato momento. Ventisette anni di lunga aspettativa non ne avevano calmato il desiderio nè dileguate le fallaci speranze. Credeva (il buon uomo!) nella virtù del popolo. Aveva deciso partire. Prima di porre il piede sul naviglio che solcar doveva l'Atlantico ebbe luogo fra lui e la moglie un breve dialogo di tale importanza che non possiamo tralasciare di trascriverlo.
—Le familiari dolcezze, i miei pianti, le mie preghiere, le carezze dei nostri figli, quelle di Esmeralda, di Angiolina te dunque non tratterranno giammai? gli aveva detto Rosina.
—No.
—E non pago di slanciarti a sangue freddo nel pericolo, corri a precipitarvi te e la innocente famiglia? noi periremo tutti.
—Rosina! questi funesti augurii non fare per pietà…. Ah! se tu sapessi…. io ho un voto da sciogliere; nulla al mondo saprebbe arrestarmi: prima d'ogni affetto vi è quello della patria.
—Lo so. Ma che mai speri tu? non vedi come gli anni ci ammaestrano sulla fallacia delle tue giovanili speranze? omai i tuoi capelli, già biondi, incanutiscono, la tua fronte s'increspa delle rughe della età matura; credi tu che questa vedrà coronati i tuoi desiderii?
—Sì, lo credo e fermamente lo credo: oggi una spada dal cielo benedetta si snudò sulla Dora; io mi beerò a quel lampo e per la prima volta abbraccerò mio fratello.
—Chi mai? proruppe Rosina: sarebbe forse giunta l'ora in cui mi svelerai il tuo segreto?
—Rosina, ascoltami: tu ne sei degna, il momento arrivò; giurami però custodire il grande arcano.