—Sicuro, perchè a rubare il nostro non è peccato ed è una prepotenza a gastigarci; di fatti quelle robe che hanno i signori non son nostre? dunque sono loro che ce l'hanno rubate, e noi ce le ripigliamo, e si fa patta*.

* Pari.

—Viva la faccia di Bruto, che ci vuol tanto bene!

—Mi era scordato di dirti una cosa: poi tutti no' altri si deve procurare degli amici della conia e dirlo chi a' parenti, chi a' figliuoli; sicchè tutti a Livorno quanta vi è gente che s'industria sia proprio al chiaro dei fatti nostri.

—Non dubitare che quanto a me farò come le trombe della comunità.

—Ih! adagio: queste cose si hanno a di' alle persone di conoscenza e per bene; perchè se trovassimo delle spie, addio mi mengoi*, la faccenda anderebbe a traverso.

* I miei quattrini.

—Ho capito; ma dimmi fra le franchigie non si potrebbe domandare: abbasso le spie?

—Le spie? quelle le butteremo abbasso noi quando sarà tempo, e averemo a far tanta salsiccia di quella ciccia di porco.

—Bravissimo!—