—Incauta!

—Perdonatemi, ma giacchè nell'inverno tali fiori sono rarissimi, non sarebbe bene approfittarsene? Se non lo sdegnate, vel porrò io con uno spillo sul camicino.

—Mary….—

Ma la cameriera, senza frapporre indugio, corse a prendere il fiore e presentollo alla signorina, la quale facendo atto come di ricusarlo, percosso con la mano il calice di quello, ne uscì e cadde in terra una piccola carta ripiegata.

—È destino! è destino! esclamò la fanciulla, anche un anno fa…. anche un anno fa!!!—

E dalla ritrosìa passando a senso diverso, prese il fiore dalla cameriera, adornossene il seno, mentre, leggermente curvandosi, raccolto il caduto involto, vi lesse vergato da mano a lei ignota:

Nel virginal tuo petto
Serba il filiale amor,
Ma non spregiar l'affetto
Di lui che per te muor.

La patria adoro anch'io,
La coprirò di allôr:
Chi sa che all'amor mio
Non pieghisi il tuo cor?

—Ahimè! riprese Rosina, ecco il metro della mia favorita romanza.
Destino! destino! tu mi perseguiti.

—Incominciano a circolare le carrozze, si popola già la casa, volete discendere, padroncina? o desiderate che io mi ritiri? disse Mary.