Lo stupore delle amiche impediva loro di proferire parola, un brivido di orrore corse per le loro membra, e nel risguardare la pallida faccia della loro sventurata amica, nata sì casta, sì virtuosa, degna di tanta pietà, di tanta compassione, simultaneamente abbracciandola, confusero con le sue le loro cocenti lacrime.

Lungo tempo fu silenzio non interrotto che da lacrime e baci.

—Di noi, chi più chi meno, tutte abbiamo provato l'ira del destino e possiamo dire pur troppo non esser finite le dure prove per noi, esclamò con un sospiro Rosina che ruppe il silenzio. Tu vedi, Angiolina, che nostro malgrado, lasciato il pacifico rifugio dell'America, ci siamo dovuti condurre qui ove i torbidi nascono di ora in ora, e dove i nostri più cari vanno rischiando la vita e, ahimè! io temo l'onore.

—I tuoi disastri sono miei, replicò Angiolina; i miei non sono tuoi, chè io ho doppio carico di sventura: tu sai quanto amo te ed i tuoi; sì, non vi offendo, io amo e voi e gli sposi ed i figli vostri di un amore superiore a quello e di sposa e di madre; il mio amore non ha nulla di terreno, esso è spirituale come l'anima; io tenterei e chiunque tenterebbe invano di esprimerlo; ma quanto più sento la purezza dell'anima mia, tanto più spregio questa carne che l'adombra e la imprigiona.—

Grosse gocce di sudore gelato stillavano della pallida fronte della derelitta, la quale a questa interruzione di dire non aveva perduto lo scopo principale della sua dolorosa narrazione, e perciò fu sollecita a continuare:

—Voi siete madre, ma non madre a cui il figlio fu divelto dal seno appena nato e cui ella dette un ricordo acerbo di sangue e di crudeltà in un delirio di affetto materno onde, rivedendolo, riconoscerlo; non potete appieno comprendermi: ma quando io vi avrò palesato il più terribile dubbio, ah! temo che il vostro amore, la vostra pietà dovrà convertirsi in ribrezzo.

—Gran Dio! che dici mai? sclamarono in una volta Rosina ed Esmeralda.

—Io son…. figlia dell'ipocrita Basilio…. Quella maschera… Oh
Dio! io svenni! Amiche, il mio dubbio mi dilania le viscere! io….
Ah! non fia vero: ditemi che non può essere, ditemelo per pietà….—

E cadde priva dì sensi.

Quando ebbe ricovrato la parola non poterono le due amiche udire che le interrotte frasi:—Ah, il mio dubbio! dubbio di morte…. Ah Dio! non sarà…. no…. non sarà…. vero….—E così dicendo, con mano tremante si trasse un involto di carta dalle vesti, e consegnatolo alle due amiche, queste vi lessero quanto segue.