Queste due lettere autografe erano state accompagnate all'Angiolina col seguente biglietto:

Dilettissima nel Signore,

Avendo sentito da un nostro confratello missionario che in coteste remote parti del mondo esistete voi la quale siete certamente quella fanciulla sventurata cui può molto interessare il contenuto delle due lettere nel nostro venerabil figlio nel Signore padre Roberto da Santa Croce, ve le accludiamo e spediamo per persona di nostra fiducia. Non v'importi sapere come dall'eremo nostro sì distante dal luogo ove voi siete abbiamo scoperto la vostra dimora; grandi sono le vie della provvidenza, cui non mancano mezzi di operare ciò che ella vuole per i suoi adorabili fini. Così potessimo avere scoperto il soggiorno del disgraziato vostro figlio: ma vogliamo sperare nella misericordia dell'onnipotente Iddio che un giorno o l'altro lo scopriremo; e se potremo ravvicinare la madre al figlio, ciò rallegrerà il nostro cuore; e per tale oggetto non mancheremo di pregare notte e dì il Creatore d'ogni bene.

Dai nostri venerabili figliuoli nel Signore abbiamo scoperto molte particolarità della vostra storia oltre quelle del documento che vi inviamo, onde, se pur vi occorre, possiate adoprarli a vantaggio vostro e della vostra infelice creatura.

Creatura infelice! mi è caro vedere che voi siete innocente, e che le pene da voi sofferte e che soffrirete disarmeranno l'ira divina. Non disperate del divino aiuto; e se in questa vita dovrete sopportare il peso della iniquità del padre, sappiate offrire i vostri travagli a quell'Ente puro ed eterno che ve ne farà largo tesoro al regno dei cieli.

Il Signore vi benedica.

PADRE GEREMIA DA PISA.
Generale dei Minori di San Francesco.

Roma, li 6 maggio 1840.

Unito a queste lettere era un chirografo che conteneva la confessione più esplicita della Vascello e di Narciso relativa alle vicende dell'Angiolina, che già i nostri lettori conoscono.

Terminata la lettura dei fogli, Esmeralda e Rosina domandarono all'Angiolina: