—Che vuoi da me che mi trascini, prode fanciullo? seguitò a dire il signor Basilio balbettando.
—Condurti in luogo ove non ti accompagni il pubblico dileggio; così pur troppo potessi salvarti dallo sdegno del cielo!
—Andiamo dunque, camerata, andiamo pure, seguitò Basilio. Andiamo ah! ah! poffare! sono amico dei militari io perdinci! Ah! ah! ah!—
Il giovane marinaro procedeva mestissimo procurando di divorare la via.
—Non parli? affè di Nettuno! sei un marinaro molto curioso ed originale; ma dimmi, non saresti di quelli…. per bacco! ho le idee chiare io: che dico? non saresti di quelli che un paio d'ore fa ci hanno tolto uno di quei tordi che eravamo pronti ad infilare nello spiedo?—
Il giovane marinaro per tutta risposta pose la mano sull'elsa del pugnale che teneva a cintola.
Il signor Basilio vide il gesto.
—Capperi! fu sollecito a dire, tu sei di poche parole; ma io credo d'intendere la ragione della tua grammatica: orsù dunque siamo buoni amici. Ma, di grazia, dimmi: dove vuoi condurmi?
—A casa tua.
—In questo caso possiamo fermarci; eccola qui.—E fece cenno di sostare: il marinaro gli lasciò il braccio, ed uno dopo l'altro entrarono nel magnifico palagio, una delle ricchezze dell'impostore.