—Giovane che io non posso definire, il vostro ascendente mi opprime l'anima. Lasciatemi; la ragione mi dice di fuggirvi, il cuore non lo può: giurate voi di mantenere le vostre promesse. Dio, patria, padre e voi amerò in eterno.
—Lo giuro, o Rosina, lo giuro. Oh! se sapeste a qual altare più terribile l'ho io giurato oltre a quello del vostro amore, forse inorridireste.
—Gran Dio!
—Sì, Rosina, io l'ho giurato sull'altare della morte.—
La fanciulla, lasciate le mani dell'amante, si pose le sue alla fronte.
—Rosina, riprese l'incognito, Rosina, il vostro giuro mi sta sull'anima; io lo accetto, voi accettate il mio. Io mi allontano, ma voi mi rivedrete e ben presto.
—Signore!… replicò vivamente l'altra.
—Quando la vegnente notte sarà al suo colmo, soggiunse il giovine, se amate la patria, uscite dalle verginali vostre stanze e penetrate in quelle del fratel vostro.
—E perchè mai?
—Perchè sarà sonata l'ora in cui apprenderete il mio nome e tutto il nostro avvenire. Nella camera di vostro fratello troverete abito virile e di foggia militare; voi lo indosserete e seguiterete lui ciecamente fino alle catacombe.