Ricordava come spesso la fanciulletta salvata, che, essendo della plebe, veniva da lei a ricevere qualche beneficenza, le parlava del suo salvatore con tenero sentimento di gratitudine, e che a tali elogi essa, Rosina, provava una sodisfazione interna come se riguardanti una persona a lei cara ed appartenente, mentre peraltro trattava sè stessa da bambina nel dar peso ad un incontro galante e nulla più ed alle bizzarre parole di uno sconosciuto, il quale probabilmente non pensava più a lei. È vero che la camelia prima era appassita da gran tempo, ed il giovane straniero non aveva rinnovato il dono o il ricordo; ma essa aveva poi veduto avverarsi le fatte promesse, poichè, la sera in cui cadeva l'anniversario del loro primo colloquio, appunto un'altra camelia rossa era stata posta nell'appartamento, e in quella sera aveva riveduto colui il quale si era, dirò, con magico portento impadronito del suo cuore e della sua volontà. Tali erano le ricordanze di Rosina: ed ella vi pensava e ripensava da un pezzo, non potendo peraltro spiegare fra gli altri misteri il come ei possedesse una miniatura del padre.
Rosina, meditando, non sapeva a quale partito appigliarsi: aveva ella accettato l'invito misterioso per la vegnente notte? No; poichè non aveva risposto, ed il suo stesso amante si era allontanato. Doveva ella mancarvi? questo era uno spinoso quesito da sciogliersi. Se essa andava, avrebbe finalmente saputo almeno il nome, la condizione, i disegni di quell'ente portentoso e stravagante, e forse appreso il mistero della sua gita, degli stessi suoi travestimenti, poichè certamente la prima volta in cui lo aveva veduto non aveva che biondi capelli e viso pallido ed imberbe, la seconda aveva la chioma e la barba nera. Non andando ella al convegno, ci sarebbe andato certamente il fratello; ed essa, tenera sorella, come avrebbe potuto starsene quieta sull'esito di quel misterioso e strano abboccamento?
Rosina non ignorava che a quell'epoca la penisola aveva molte sette di giovani arditi che intenti a cospirare passavano i giorni; la sua saviezza ed una perspicacia eccellente le dicevano pur troppo doversi trattare di cosa simile, ragione di più per temere. In tali pensieri ella aveva trascorso buon tempo e non sapeva a qual partito appigliarsi. Parlarne alla madre? Buon Dio! è vero che le figlie tutto dovrebbero dire alle madri, alle madri però affettuose, alle vere madri di famiglia; ma a quelle madri che stanno in sussiego, che di tutto si occupano fuori che della vigilanza sulle figlie, le madri galanti in età matura, se le figlie non si azzardano, non saprei del tutto condannarle. Dirlo alla cameriera? A qual pro? la cameriera, secondo il solito, non ha altra volontà che quella della padroncina; e se mai differisce dall'opinione, dove sono le cameriere tanto coraggiose da dire la verità? Dunque era certa che la Mary non le avrebbe dato consiglio, o forse glielo avrebbe dato più pericoloso di quello che potesse prendere da sè stessa. Dirlo al fratello? Eh! sicuro che della faccenda della gita notturna e del travestimento avrebbe pur dovuto parlargliene; ma certo però, era da imaginarselo, avrebbe anzi costretto la sorella ad andarsene all'appuntamento.
In una parola, la giovinetta si trovava in una situazione la più imbarazzante, la più critica. Povera Rosina! tanto bella, tanto buona, tanto virtuosa, e già sotto l'influenza di un malefico genio, già immersa nei dispiaceri! Eppure quante e quante fanciulle che leggeranno questo volume avranno a trovarsi o trovate si saranno in eguale imbarazzo, quello cioè di essere innamorate e non poterlo dire ai genitori! Noi poi coll'autorità di scrittore le consigliamo a vincere questa renitenza, poichè migliori amici non possono trovarsi di essi.
Il cielo peraltro (cui nelle sue angosce si raccomandava) non tardò ad inviarle un soccorso: questo fu altrettanto inaspettato quanto caro. Giaceva travagliata la giovane, quando ecco verso le undici del mattino udì bussare leggermente all'uscio del gabinetto. Ella aprì.
—Oh Gesù mio! signorina, esclamò Mary, ma che? non siete anche andata a letto? Siete tuttavia abbigliata da festa?
—Non ne sentiva il bisogno, rispose Rosina, mi sono leggermente addormentata sulla poltrona; ma hai fatto bene, a venire a trovarmi: aiutami a spogliarmi, prenderò qualche ora di sonno fino al pranzo. —E volete stare digiuna fino alle quattro? riprese Mary, lo stomaco ci patisce, signorina; ma a proposito, vi è una ragione per far colazione: a momenti verranno a farla in vostra compagnia.
—Non voglio alcuno nel mio appartamento, soggiunse Rosina; dite a chiunque sia che io dormo.
—Farò come vi aggrada; ma il vecchio padre abate Gonsalvo….
—Il padre abate? sclamò Rosina con vivacità come se un lampo di speranza venisse a consolarla.