—Cessa, non è tempo di nozze; questo verrà, ed allora….
—Allora Esmeralda (e Dio acceleri il desiato momento) farà passaggio dall'umiltà dei natali al talamo dell'uomo che fortuna pose in grado elevato.
—Umiltà di natali! riprese il marinaro con sguardo severo. Ah! se pur di nobiltà vuoi parlare, sappi che essa scenderà dal grado ove nacque per passare al tuo talamo.
—Giovanni, qual mistero?
—Quando saprai chi io mi sia… quando saprai chi sia Esmeralda, o giovane superbo, non potrai, no, temprare lo stupore ed il pianto: lunga ed acerba storia di dolore e di grandi esempi sarà questa; grande lezione sulla fallacia, sulla ingiustizia delle umane apparenze. Dopo la rivelazione che udrai, misurerai te stesso ed Esmeralda: sentimi (aggiunse poi dolcemente), un solo essere sublime brillar veggo nel mio avvenire; questo….
—Ah! il comprendo, esclamò Alfredo.
—È Rosina! sì, Rosina; essa mi ama, ma io non sarò come Alfredo; io l'adoro, ed udrà la mia storia e quella dell'amante tua.
—Quando?
—Questa notte medesima.
—Dove?