Signore, Signori,

Il tempo fugge e già che, fortunatamente per voi, siamo ormai vicini al termine di questa mia chiacchierata, permettetemi di enumerarvi talune di quelle opere alle quali il manichino si gloria di aver dato origine.

Nelle arti belle, quando non sono brutte, egli ha ispirato quadri e statue in grandissimo numero, sì che sarebbe impossibile il contarle.

Nell'arte dei capperi ha ispirato al maestro Fétis «Il Manichino di Bergamo», un'opera comica di grande interesse nella storia del melodramma, perchè il suo autore scrivendola tentò per la prima volta di introdurre sul palcoscenico brani di musica scritti in note e parole. Nel campo letterario ha dato il modo a Guglielmo Teodoro Hoffmann, il simpatico narratore di istorie incredibili, di scrivere una delle sue più belle pagine raccontando l'amore ardente di uno studente di Gottinga per un manichino. Sulla scena di prosa il manichino ha avuto anche i suoi trionfi. Vi sovviene della farsa deliziosa «Il modello di legno?» Nella poesia egli ha pagine splendide e pagine sublimi e pietose ha nella forte e sana letteratura popolare. Ricordate la dolorosa e commovente istoria di quel povero pittore, il quale «per dispiaceri amorosi e anche più per l'esposizione, muore barbaramente suicidandosi con le sue proprie mani»?

Ve la dirò dal principio:

V'era un giovin di buona famiglia

Il quale, Peppino nomato

Che all'età di vent'anni arrivato

Si decise di fare il pittor.

La famiglia sua propria e i parenti