Dio mio! Che cos'altro si sarà tolto di dosso il sor Pietro, prima di arrivare a Napoli?
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Sullo spiazzo, dietro la stazione di Ceprano, un legno a cui erano attaccati tre cavalli scheletriti, flagellati da nugoli di tafani, stava ad arroventarsi al sole; il vetturino, un tipo selvaggio, dalla faccia annerita, dormiva sopra un mucchio di fieno, poco lungi, e russava profondamente. Altri legni per andare a Fontanaliri non v'erano. Mi avvicinai al vetturino e tentai di svegliarlo. Era di sonno duro. Allora una contadina, che stava, poco lungi, seduta, si alzò, e avvicinatasi al dormiente gli applicò due calci ove finiva la sua schiena, gridandogli: — Arrizzate, Ciccantò', ca s'è fatto juorno!
Ciccantonio, si alzò stropicciandosi gli occhi e la schiena e facendo brillare al sole, sul collo nero, una filza di medaglie; mi salutò con un: ben arrivato a signoria! e incominciò subito a decantarmi la comodità della sua carrozza, la bontà de' suoi cavalli e la sua grannissima abbeletà nel condurli. Io, poco persuaso della verità di tante lodi, accennai qualche dubbio, ma egli ribattè: — Lei, signoria, non indubiti: saglìte e sarete insoddisfatto. — Ed io convintissimo di quanto egli asseriva, comperai quattro arance da una bella ragazza, che vendeva anche ciambelle, vino e frutta, e salii nel legno ponendomi la valigia fra i piedi.
Ciccantonio saltò in cassetta, tempestò di frustate i cavalli, che non volevano muovere il primo passo, sfilò una corona di bestemmie di tutte le qualità e dimensioni, e allora le rozze si mossero finalmente, e giù di trotto per la via bianca e polverosa di Ceprano.
Bel tipo il mio vetturino! Egli bestemmia come un turco, dico come un turco perchè si dice così, ma io non credo che i turchi siano giunti a tanta perfezione, e a ogni chiesuola che incontra, a ogni croce che vede, si toglie il cappello, sul quale tiene legata una immagine sacra e grida: — Madonna aiutece!
Lungo la via, ove, di tratto in tratto, dalle siepi, bianche di polvere, sbucano branchi di gallinacci, condotti da qualche fanciulla alla pastura, incontriamo contadini sui somari che vanno al molino, mezzadri che portano ad abbeverare le vacche, e lunghe file di donne che scendono verso Ceprano, recando in testa pesanti canestre ricolme di ortaglie.
Mi tornano alla memoria li pupazzi der presepio.
Quando ci fermiamo davanti alle prime case di Ceprano, Ciccantonio s'accosta allo sportello della vettura e col cappello in mano, mi dice: — Simmai lei nun s'incommoda, metto lu belancino.
— E quanto ci vorrà a mettere questo bilancino?