— Non posso trattenermi, debbo partire.
— Parte?
— Vado a Napoli.
— Ma allora, le vogliamo augurare il buon viaggio. Qui sotto c'è un'osteria?
— Pur troppo! — fece il pittore.
L'acqua intanto rinforzava e il mio amico uscì e tornò di lì a poco, con un litro e tre bicchieri.
— Alla vostra salute e alla vostra fortuna.
— Alla vostra — soggiunse il pittore, e urtammo i tre bicchieri che mandarono un trillo allegro in quello stanzone triste.
— Evviva... Evviva... — esclamò allora una voce di sotto alle tavole del pavimento. — Nel mio studio piove acqua e nel tuo piove vino, eh!
— Oh, Mario! vieni su! — gridò il triestino, chinando la testa verso l'assito.