Sant'Amore in noi venite

E del vostro dolce affetto

Riempite il nostro petto

Nè da noi giammai partite.

Tutti le ascoltano con piacere e salutano la loro partenza con un lungo mormorio di approvazione. Poco dopo vien fuori un'altra zitella avvolta in un manto turchino, tenendo in mano un calice di legno dorato; descrive con parole strazianti gli spasimi di Nostro Signore nell'orto, e finisce col dire che il Nazareno

In terra cade per dolore interno.

Due giovinette la seguono. La prima ci fa vedere due gomitoli di cordicella, e ci dice che quei gomitoli sono le corde con le quali fu legato il Salvatore; e la seconda, presentandoci un guanto bianco imbottito di bambagia ci fa sapere che quel guanto, niente di meno, è la mano che ha schiaffeggiato Gesù; e prima di andarsene, alzando il guanto perchè tutti lo veggano, canta:

Destr'empia che rendesti sì dolente

Quella faccia divina e più che umana

Maledetta sarai eternamente.