* * * * *

Il contino arrivò, come aveva presentito la Elisa, mezz'ora dopo, mentre le donne erano a messa.

Montò quattro a quattro i gradini dello scalone, che non aveva riveduto da circa tre anni e tirò il campanello all'uscio di casa sua.

Il servitore che venne ad aprirgli non lo conosceva punto.

—Chi cerca di grazia il signore?

—Il notaio Martelli è in casa?—domandò Enrico con un mesto sorriso.

—No signore,—rispose l'altro,—il signor cavaliere Martelli è uscito.

Enrico si fece conoscere. Entrò, andò difilato alla camera dove era morto suo padre, e vi si rinchiuse. Poi mezz'ora dopo cogli occhi rossi di pianto, si fece portar nascosto in una carrozza al cimitero per visitare il luogo dov'era stato sepolto.

Di ritorno a casa Enrico trovò il notaio Martelli suo tutore, che lo aspettava per abbracciarlo.

Prima che questi tornasse a casa dal cimitero, il notaio avendo udito dal portiere, come il contino fosse arrivato, era salito frettoloso le scale, ed entrato in anticamera: