—Dov'è dov'è questo ragazzo?—aveva sclamato, non pensando che il ragazzo s'era fatto ormai un uomo di quasi ventun'anni.

—È andato al cimitero—gli rispose il servitore.

—Ah, povero figliuolo!… È vero! Bravo, bravo!

Così dicendo, attraversò l'anticamera ed entrò in uno studio attiguo, dove era solito stare qualche ora del giorno a sbrigare le faccende della tutela.

—Dì un po'—ruppe a dir egli quando fu seduto allo scrittoio rivolto al Leopoldo—sei stato dal Saulino?

—Sì, signor cavaliere.

—Cosa ti disse?

—Che verrà qui lui dopo pranzo.

—E dal Sala?

—Anche.