Nanà depose il suo binoccolo sul parapetto dinanzi a sè, strisciò una lunga e rapida occhiata in platea, un'occhiata che parve indifferente a tutti e quasi sprezzante, ma colla quale essa vide od intuì ad uno ad uno al loro posto almeno una mezza dozzina de' suoi molti adoratori; assaporò con immenso giubilo il fremito e il mormorio che la sua apparizione produsse nella sala, poi si volse indietro a dire alla sfuggita una parola all'amica.

La donna che l'accompagnava non era nè bella nè brutta; e quando Nanà le parlò si mise a ridere forte. Tutti si volsero a guardarla.

Poco dopo Nanà pigliò in mano il binoccolo e cominciò la rassegna in platea.

Ernesto Cantis, il giovinetto commesso d'avvocato col suo bravo garofano all'occhiello dell'abito stava di fianco addossato al muro e guardava Nanà a bocca aperta. Essa lo trovò tout bonnement absurde.

Si alzava il sipario.

Nell'angolo a sinistra c'era Filippo Marliani, il solo che Nanà conoscesse. Seduti, ma colla faccia rivolta a lei Nanà indovinò altri quattro patiti. Erano Enrico O'Stiary, Bianconi, Salis e Parma a lei ignoti. Ciascuno di costoro aveva un proprio contegno particolare. Uno guardava troppo, l'altro guardava di rado; Enrico fingeva di non averla ancora veduta. Dei quattro che stavano nelle sedie, fra cui appunto il nostro Enrico, uno si volgeva a riderle in viso ogni volta che la commedia ne porgeva il pretesto; l'altro le mandava un'occhiata languidissima, un terzo si dimenava sulla sedia, ma non si volgeva mai.

Nanà che li aveva già squadrati tutti non badava a nessuno.

Il solo, come dissi, che Nanà si ricordava benissimo di avere conosciuto era Filippo Marliani. Il lettore ne sa già qualche cosa. Il Marliani aveva fatta la conoscenza di Nanà a Parigi dalla Tricon, poi l'aveva amata fuor della casa infame per qualche giorno, finchè il suo compagno di viaggio il marchesino Sappia era riuscito a strapparlo da Parigi.

Era stata una conoscenza così affrettata e superficiale, che nè il
Marliani avrebbe saputo che cosa pensare di Nanà, nè essa di lui.

Il Marliani quello stesso giorno, vedutala passare in brougham s'era informato dal cocchiere del luogo di sua dimora e le aveva scritto una delle otto lettere famose. Essa gli aveva risposto su un biglietto di visita: