Ma per quella sera non vi fu spiegazione alcuna fra loro.

V.

La sera dopo al teatro Milanese si dava una rappresentazione mista in dialetto ed in francese.

La nascente compagnia ambrosiana lasciava il posto ad una troupe française che pigliava possesso di quel palcoscenico. L'impresario aveva combinato per le ultime serate delle recite internazionali metà di dilettanti milanesi metà di comici francesi.

Per lever de rideau la Giannella recitava una farsa del Duroni, a cui faceva seguito una commedia in due atti di Scribe jouèe par madame Blanche et par monsieur Babil.

La sala allora non era com'è adesso. Non c'erano palchi. Una loggia sostenuta da colonne aggettava in mezzo della parete dicontro al palcoscenico e accoglieva un centinaio di spettatori.

Quella sera non ce n'erano più di venti sparsi quà e là al parapetto.

Verso le nove e mezzo Nanà fece il suo ingresso in quella loggia accompagnata da un'amica e da un cavaliere.

Il sipario era calato.

Le sedie al parapetto erano occupate tutte. Ma, vedendo la donna bella, un signore s'alzò e le cedette il suo posto. L'amica e l'accompagnatore si sedettero dietro a lei in seconda fila.