—Perchè no? Dove stai? Debbo parlarti.

Marliani cavò un biglietto di visita, sul quale, in calce, stava l'indirizzo.

—Debbo parlarti di cose serie. Ma guai a te se tu dici qualcosa sul conto mio… sai. A Parigi tu non mi hai conosciuta.

—Mi credi un mascalzone?

Nanà fu rassicurata. Allora cominciò gradatamente ad alzar la voce, parlando di tutt'altro e volgendo la parola anche all'amica che le sedeva accanto.

* * * * *

—Oggi ho fatto conoscenza con madame Blanche, che è alloggiata nel mio albergo.—disse Nanà.—Fu lei che m'indusse a venir qui stasera.

—È piuttosto brava—disse Marliani tanto per dir qualche cosa.

—Anzi—soggiunse Nanà levandosi; giacchè in lei la risoluzione era sempre contemporanea all'idea che le scattava in testa e non usava mettere fra l'azione e il pensiero il benchè minimo intervallo.—Voglio andar sul palco a trovarla. Accompagnami.

Nanà dava assai facilmente del tu a' suoi amici. Chi non sapeva nulla di questo vezzo, aveva talvolta delle sorprese singolari. Capitava di doversi domandare se ella avesse tanti amanti o tanti fratelli, o tanti cugini quanti si trovavano in una sala in cui ci fossero, per esempio, una trentina di giovinotti.