—Se ce ne saranno—osservò uno dei tre.
—Sicuro già, se ce ne saranno!—sclamò la donna stizzosamente.—In secondo luogo lei s'inganna se al giorno d'oggi crede di poter trovar danaro al dieci o al dodici per cento, a mena che non porga la garanzia di un proprietario.
—Vedo insomma che lor signori non sono disposti a sborsarmi le duemila lire di cui ho bisogno—disse il Marliani.
—Caro signore—rispose la donna sempre più dolce.—Il commercio è arenato. Per vivere col decoro che porterà la di lei posizione di rappresentante la ditta Marliani e C. bisognerà che noi le fissiamo anche una bella mesata. Vede bene che farle oggi una anticipazione di due mila lire ci sarebbe impossibile.
—Di quanto sarebbe questa mesata?—domandò il Marliani.—Di trecento franchi—rispose la donna. Marliani si alzò e mosse un passo verso la porta lisciando il pelo del suo cappello a tuba e disse:
—Siccome i patti non sono quelli che m'aveva lasciato sperare il signor Giovannino, che mi parlò di cinquecento franchi al mese, così mi duole di non poter accettare, e mi tocca di rivolgermi ad altre offerte.
—A un'altra volta—rispose uno dei due uomini.—E nel caso che la ditta si risolvesse a fare maggiori sacrifizî il signor Giovannino lo avviserà.
Marliani uscì lasciando l'uscio socchiuso.
* * * * *
Si capiva che la signora Bibiana era desolata.