—Mi fido?
—Fidati.
—Sono belle? Perchè io di brutte non ne voglio.
—Sono belle.
—Più di me?
—Farçeuse!
"Il mio divertimento così sarà completo—pensò Nanà.—Esse non sapranno magari parlar il francese e diranno spropositi da cavallo. Io godrò di vedere queste bellezze milanesi trascurate in un canto per me. In ogni caso, esse mi serviranno di rifugio quando fossi troppo assediata o stufa dei complimenti degli uomini."
* * * * *
Alle sei e mezzo Enrico arrivò e trovò già molte persone radunate in sala.
Alle sette gli invitati erano a tavola. Nanà aveva fatto il suo dovere di padrona di casa con un garbo perfetto. Si avrebbe detto che ella fosse stata allevata nel palazzo dell'Eliseo. Nessuno degli invitati certo—tranne il Marliani ed il Sappia—che però non l'avevan detto ad anima viva, avrebbe imaginato che quella Francese, la quale sapeva ricevere in quel modo, fosse stata un'allieva di madame Tricon.