Per tre giorni di seguito, entrando in punta di piedi, come era suo costume, facendo segno al fattorino di non far rumore, aveva trovato il suo nuovo gerente, che, colla testa nelle mani e i gomiti appoggiati sullo scrittoio, piangeva sommessamente a lagrime roventi e aveva fiutato subito in quel pianto un cordoglio d'amore….
"Ah! come sono vili gli uomini!"
Se il Marliani avesse pianto per lei c'è da scommettere che non l'avrebbe trovato tanto vile. Ma piangere per un'altra donna?
Curiosa, come una vedova che tiene il pizzicore in corpo, essa volle ad ogni costo sapere il segreto di quel dolore.
Il Marliani si fece pregare un poco ma poi le aprì il cuore. La signora Bibiana si intenerì, lo compassionò, decise di consolarlo.
La compassione è sorella carnale dell'amore. Povero giovane! Egli aveva tanto bisogno di essere consolato. E poi con quello schianto in cuore come avrebbe potuto attendere alle faccende della ditta? Gli affari della società sarebbero andati a fascio se lei non pensava a strappargli dal petto quell'infelice passione. L'azienda birbona ne avrebbe sofferto chi sà che danno, s'ella non provvedeva a medicare quell'anima ferita.
Dopo tutto era anche un dovere di buona cristiana il suo! Un'opera pia!
La signora Bibiana fece dunque capire un bel giorno, al Marliani, che se si fosse lasciato consolare ne avrebbe avuto vantaggi enormi….
E lui, canaglia, si lasciò consolare.
Ormai una più una meno che monta? Egli si considerava già come un furfante, dal giorno che aveva sottoscritto il sudicio contratto. Non poteva avere più ritegni. Le cose a mezzo a questo mondo non le si fanno che quando si tratta di far del bene; ma una volta che si è nel brago, a che vale conservare dei riguardi? Le azioni turpi sono come le ciliegie: una dopo l'altra si va senz'accorgersi in fondo al paniere.