—Bene, le saprò dire l'esito. Non garantisco nulla ma stasera le dirò francamente quali furono le mie pratiche e sarò molto onorato di poter riuscire. E se riesco poi—continuò diretto a O'Stiary—chissà che non venga da lei a chiederle un favore.

—Ben volentieri—rispose Enrico che senza sapere il perchè si trovava in un disagio ineffabile.

Quest'ultimi periodi infatti erano stati detti in piedi.

Marliani stese la mano al marchesino Sappia a cui disse: Ciao, poi al contino che inchinò e così si lasciarono.

Appena usciti si schiuse pian piano l'usciolo di contro a quello per cui se n'erano andati i due giovinetti e ne uscì la faccia da luna piena della signora Bibiana, che rideva come una donna in gallovia. Essa venne ad abbracciare il Marliani dicendogli:

—Sei un gran birichino. Ti sei portato da negoziante provetto e consumato. Se il diavolo non ci mette la coda, in poco tempo la sostanza del conte O'Stiary, deve essere tutta nostra!

* * * * *

—Ora che si fa?—domandò Marliani alla Bibò.—S'hanno a dare questi dieci mila franchi o non s'hanno a dare?

—Tu che ne dici? Sai che io faccio quello che vuoi?

—Ebbene allora bisogna darli.