—Perchè dunque mi tratti così? Perchè mi hai lusingato di nuovo per farmi soffire così?
—Com'è che ti tratto?—domandò Nanà.—Tu vorresti dunque che io fossi continuamente nelle tue braccia? Tu non vuoi assolutamente ammettere che ho fissato di mutare la mia vita? Siete dunque voi che continuamente vi opponete a che una donna possa diventare onesta? T'ho io forse detto qualche volta d'essere innamorata di te? E se io non sono innamorata con quale diritto pretendi tu che io resti eternamente la tua amante?
—Qui non c'entra il diritto!—disse Marliani.—In amore so benissimo che non esistono diritti. I diritti non esistono che nel matrimonio. Ebbene! vuoi tu sposarmi Nanà? Io sono pronto.
—Ma dunque siamo proprio daccapo come laggiù?—gridò Nanà ridendo e facendosi udire da tutti perchè si credesse che il loro dialogo fosse leggiero e insignificante.
La Luisa, che stava civettando con Salis, volse il capo e domandò:
—Dove laggiù?
—A Parigi—rispose Nanà.—Figuratevi che il signor Marliani mi stava offrendo il suo cuore e la sua mano…
Marliani si levò ridendo, sdegnato e andò a suonar una polka al pianoforte.
Così, signori, così e non altrimenti, si esplica e si mostra la vita contemporanea. Regina, sovrana, arbitra, dea d'ogni cosa, al giorno d'oggi, è la santa dissimulazione, giacchè il peggior delitto di cui si possa macchiare un giovine odierno è quello di farsi vedere innamorato d'una donna… Ciò che nel medio evo era dovere d'ogni uomo bennato ciò che costituiva la vita de' cavalieri e dei trovatori oggi è diventato ridicolaggine.
Che cosa volete capir bene de' fatti suoi quando vedete un uomo che ha—come dicono gl'idealisti—la morte nel cuore andar a sedersi dinanzi a un pianoforte a suonar una polka allegra di Marco Sala o di Strauss, come l'uomo più spensierato della terra?