—Perchè tu sei la più infame prostituta, la più spudorata sgualdrina, che io abbia mai conosciuta di mia vita—rispose freddamente O'Stiary.
* * * * *
Nanà impallidì; si volse a cercare colla mano la spalliera d'una sedia e si lasciò cadere in essa come stanca.
Era, in cinque minuti, il secondo sanguinoso insulto, ch'essa riceveva sul viso. Ciò che bolliva nella sua anima di cocotte francese, basta accennarlo per farlo capire.
—Perchè mi dici queste ingiurie?—balbettò.—Che cosa ti ho fatto?
—Che cosa mi hai fatto? Tu hai tanta fronte di domandarmelo? Chi è che è uscito anche stamattina all'alba da queste camere?
—Nessuno—rispose franca Nanà.
E questa volta diceva il vero.
—Sei bugiarda. Io so tutto.
—Che cosa sai?