—Egli ne morrà.

—Oh non si muore più adesso per queste cose—sclamò Nanà.—Egli sposerà la sua Elisa.

—Ahimè!—disse il Sappia.—Io temo che anche quel suo matrimonio sia andato a monte.

—Perchè?

—Perchè Enrico è rovinato. E tu certo non puoi vantarti di non esserci entrata in buona parte.

—Ma è dunque vero, che è rovinato quel povero Enrico?—sclamò Nanà con voce compassionevole.

E fra sè pensava intanto "Ah il mio petit crev stai fresco ora."

—Non gli resterà tanto da tenersi un cavallo.

—Io non ne ho colpa. Io non gli ho mai chiesto danaro. I regali già non si possono rifiutare.

—Oh del resto—notò il Sappia—ti permetto di non avere rimorsi. Egli era già quasi rovinato prima che tu venissi a Milano.