"Assolutamente—pensò Nanà fra sè—se lo sposassi ora che posso essere certa che egli è rovinato, sarei una gran baggea. Bisognerà pensare ad altro."
—Senti un pò—disse Sappia.—Se io ti accompagnassi a Parigi? Che ne pensi?
—Impossibile.
—Perchè impossibile?
—Perchè mio marito verrà a levarmi di qui.
Il Sappia si strinse nelle spalle. Che cosa gli restava a dirle di più? Egli non era l'uomo da far delle pazzie per Nanà. Anzi ond'essere vero sempre, fino alla feccia, c'è da confessare che tra i pensieri del marchese scattò spontanea e pronta questa frase che fa onore alla di lui saggezza: "Meglio così! Tanti risparmiati!"
La confessione però, di quell'amore per un marito qualunque, gli giungeva così nuova ed eteroclita, che ne dubitò. Si propose di sorvegliare Nanà e di scoprire l'arcano, che doveva covare sotto l'apparente sincerità della cocotte.
* * * * *
Erano giunti a casa di Aldo Rubieri.
—A rivederci questa sera—disse Nanà.—A proposito, sai che ieri sera
Enrico non è venuto da me?