—Tiene il broncio?
—Sicuro.
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Il Sappia tornò col brougham a casa. Nanà trasse di tasca una piccola chiave, fè il giro dietro la casetta di Rubieri e per una porticina seminascosta dietro l'edera entrò nel guardino.
* * * * *
Gignous avrebbe delirato di gioia, vedendolo.
Parlo del giardino di Aldo Rubieri, che Mattia Corvino chiamava con innocente iperbole il giardino incantato.
Era vasto. Ma quantunque chiuso fra quattro mura, sembrava sterminato intorno intorno. I muri erano tutti coperti di edera folta, e dinanzi ai muri, stavano piantate tre filari di pini delle Alpi.
Nell'edera, Aldo aveva saputo praticare certi effetti di luce, di chiaroscuri e di sfondi, da farli scambiare fra le macchie più avanzate, per cannocchiali di una foresta folta, che contornasse tutt'all'ingiro il giardino.
Un'illusione ottica maravigliosa.