Ella avrebbe passato il lago a nuoto più volentieri che dar all'Elisa quel brutto colpo.
Povera donna come sei ammiranda nel tuo materno imbarazzo!
Ella si era prestata spesso a far quello che suo marito le raccomandava di fare, cioè dissuadere la fanciulla dal voler bene all'Enrico.
La Elisa dal canto suo non aveva mai aperto a sua madre l'animo proprio ferito nel vedersi trascurata dal suo giovine amante.
Regnava tra madre e figlia una specie di delicatezza, una suggezione riguardosa su questo argomento. Entrambe temevano di farsi reciprocamente un dispiacere, e ne tacevano.
"Oh, non c'è argomento—pensava la madre—che valga a distruggere l'impero di dieci anni di sogni e d'illusioni d'amore."
Ma volere o non volere bisognava spiegarsi. Bisognava aprir gli occhi alla innocente creatura e raccontarle finalmente la fuga di quell'ingrato.
* * * * *
—Ascolta Elisa…—incominciò—io capisco che tu pensi ancora… Ed io t'avrei a dire una cosa molto seria quest'oggi. Ti imagini tu, cara, di che cosa io ti voglia… dire?
—Me lo imagino—rispose la fanciulla con un sorriso tra la speranza e la malinconia.