—Ormai—continuava suo padre—hai avuto tempo abbastanza di pensarci sopra, e questa volta se tu persisti a non volerne sapere sarà certo l'ultima volta che egli rinnoverà la domanda.

"Potrei vendicarmi in questo modo"—continuava nella sua testolina la fanciulla.—"Potrei fargli vedere che ci sono degli altri che mi cercano e che mi amano."

—Che ne dici? Tu sai che sarebbe un eccellente partito.

—Ebbene sì, babbo—disse a un tratto la Elisa balzando in piedi.—Lo accetto.

"È piena di talento!"—pensò il babbo dal canto suo.

La madre invece le susurrava sottovoce:

—Ah, Elisa, non precipitare, pensaci sopra.

—Ecco là!—sclamò stizzosamente il notaio.—Appena a sua figlia viene una buona ispirazione lei fa di tutto per cacciargliela indietro.

—Guarda quello che fai—ripetè donna Eugenia.—Guarda a non pentirti più tardi.

—Oh, mamma, basta che io possa uscire da questa posizione orribile, ti giuro, sono pronta a qualunque sagrificio. Io non voglio che l'Enrico creda che io mi dispero per lui. Ormai l'ho atteso abbastanza.