—Che vuole, cara Luisa! E lei?

—Io? Io, come la mi vede, non so oggi come pranzare.

—Possibile!—sclamò la signora Marianna coll'accento incredulo.—Una bella tosa pari sua? Centini mundi! S'io fossi in lei, vorrei domandar se Milano è da vendere. Lei non ha a far altro che metter giù il suo bravo grembiale e star lì a veder i merli a fioccarvi dentro colle mani piene di bigliettoni bianchi, rossi e verdi.

—Me lo disse poc'anzi anche il…

Voleva dire il delegato, ma troncò la frase.

La vecchia però aveva già mangiata la foglia.

—Oh, diamine! Le toccò di andar laggiù?

La Luisa si morse le labbra. Pel gusto di ponzare la sua piccola idea di ribellione ironica contro le incumbenze del delegato e contro la morale pubblica, essa aveva svelato il brutto segreto.

—M'ha mandato a chiamare per sapere come faccio a vivere dopo il mio ritorno da Parigi, perchè ha saputo che vivo sola.

—Io ne avrei uno che sarebbe un portento per lei—disse la vecchia strizzando l'occhiolino.